Signora Nadina, che lavoro faceva da giovane?
Ho fatto tanti lavori e ho svolto tanti servizi... dai lavori agricoli molto umili, come zappare e stendere il letame sui campi, alla canapa. Tutti mi chiamavano a lavorare... e lo sapete perché? Perché mi facevo i miei interessi e non badavo a quelli altrui! Per questo ho avuto molte amicizie e simpatie da parte degli altri.
C'era abbastanza cibo per sfamarsi, ai tempi della sua giovinezza?
Eh no! C'era tanta povertà, erano gli anni della guerra... Mio marito Pippo (Filippo Melloncelli), che era cieco, andava a bussare dalle famiglie delle Tommaselle o delle Zampine per avere un po' di cibo necessario a preparare i cappelletti per Natale o per le altre festività dell'anno. Chi invece aveva un'attività in proprio stava meglio, economicamente parlando. In ogni caso, la gente era molto più disponibile rispetto ad oggi... e poi, la salute era senza dubbio migliore!
Già, la salute... com'è stata la sua fino ad oggi?
La mia salute? Mai stata all'ospedale per cose "serie"! Solo pochi giorni di ricovero per accertamenti!
Cosa ricorda dei tempi della guerra?
Ricordo l'arrivo dei tedeschi, che hanno attraversato il Po. Un giorno sono venuti a bussare alla mia porta, me li sono trovati in casa... (la figlia Fiorella ci dice che è il ricordo più frequente). Ricordo i bombardamenti, la paura, la preoccupazione per i miei figli... Ma per fortuna, c'erano anche momenti felici: nel teatro da Voghenzi si ballava e si andava a vedere le commedie... e poi, sapete che qui a Gaiba c'era una ferrovia? Passava poco distante dalla mia casa, ed era affiancata da un bel viale alberato.
E dell'alluvione, cosa ricorda?
Sono scappata a Ostiglia con i miei figli, perché l'acqua era arrivata fino al primo piano della casa. Noi abitavamo al secondo piano, fortunatamente, ma qui proprio non si poteva rimanere...
E' andata a scuola?
No, a quei tempi c'era poca scuola, si lavorava tanto per mantenere la famiglia! Però ho imparato a fare la mia firma.
Signora Nadina, che regalo vorrebbe per i suoi 100 anni?
Ah, solo poter camminare meglio, stare in salute... (la figlia ci dice che non vuole portare occhiali né apparecchio acustico!). Al limite, "due camerette" e una badante per non disturbare mia figlia Fiorella...
Lo sa che le stiamo preparando una bella festa, per il prossimo settembre? Sarà dedicata a lei e a tutti gli anziani di Gaiba... cosa le piacerebbe che organizzassimo per l'occasione?
Una festa? Per me? Ah, non so se ci sarò....
Perché? Dove deve andare?
Eh, sapete, se "mi chiamano", devo andare...
Ma no, Nadina... Aspetti, dove vuole andare! Non può mancare alla sua festa! Tutto il paese di Gaiba, il suo paese, è orgoglioso di avere una "nonnina centenaria" così speciale e in gamba, quindi è doveroso festeggiarla alla grande!
E così, salutandoci con un simpatico "cercate di stare al mondo, se potete", la nostra intervistata "speciale" ci accompagna alla porta e ci regala un ultimo sorriso. E' il sorriso di chi la vita l'ha vissuta pienamente, con forza, coraggio, determinazione, passione... una vera lezione da imparare, per tutti.
