| |
Facciata
della Chiesa di S.Giuseppe. Foto
del 1991
(Archivio Comunale di Gaiba)
|
| |
Confessionale
con pulpito - forse opera di Dalbuoni,
artigiano locale.
(Archivio Comunale di Gaiba).
|
| |
| Coro
ligneo opera di Dalbuoni, situato
nella Chiesa Arcipretale di S.Giuseppe.
(Archivio Comunale di Gaiba)
|
| |
Il
monumento a S. Giuseppe restaurato
dalla ditta Roberto Stagni come
dono alla cittadinanza gaibese
(Archivio Comunale di Gaiba)
|
| |
| Una
veccia immagine del monumento a S.Giuseppe.
Foto degli anni '60
(Archivio Comunale di Gaiba)
|
| |
| Visione
della piazza antica di Gaiba vista
dal sagrato della Chiesa
(disegno di Alessandro Coizzi).
|
| |
| Visione
della piazza antica di Gaiba vista
dal centro della stessa verso la Chiesa
e la Canonica
(disegno di Alessandro Coizzi). |
|
Piazza
S. Giuseppe dopo i lavori di pavimentazione
|
|
Chiesa
e Piazza S. Giuseppe |
|
Scorcio
di Piazza S. Giuseppe |
|
CHIESA
ARCIPRETALE DI SAN GIUSEPPE
I Marchesi Fiaschi fecero erigere due
Oratori in Gaiba: uno all'interno delle
mura della propria villa nel 1700, un
altro più antico su via San Lorenzo,
a distanza di circa 300 m. dalle mura.
Questo costruito nel 1500, evidentemente
per la cura delle anime dei contadini
al loro servizio, fu eretto orientato
verso ovest, sulla via che portava al
Monastero di San Lorenzo. Il piazzale
di fronte all'Oratorio era delimitato
dalla via che conduceva al Po. La storia
dell'Oratorio che diventerà poi
la chiesa Arcipretale, può essere
ricostruita, curiosamente, attraverso
la lettura dei resoconti di viaggio dei
vari prelati in visita religiosa.
L'Oratorio fu visitato dal Vicario Maremonti
il 6 luglio 1574 e nella sua relazionesi
legge di una chiesa povera e malridotta
che necessita di candelieri nuovi, priva
addirittura di regolare altare, dotata
di una piccola campana a corda esterna(quindi
non c'era campanile), senza vetrate e
dal pavimento sconnesso. E' gestita dal
cappellano francescano Domenico Cardinale
dipendente dell'Arcipretale di Ficarolo.
Il 9 settembre 1651 l'Oratorio dei Fiaschi
è visitato dal Monsignore G. Fontana,
il quale ne ricava una descrizione leggermente
migliore rispetto alla precedente: intitolato
all'Ephiphaniae ha pareti dipinte, un
porticato in facciata, ma la campana è
ancora esterna e gli arredi sacri sono
ancora ridotti a poco più dell'essenziale.
Il cappellano don Andrea vive di una rendita
di 20 scudi annui ricavata dall'affitto
di territori donati da Galeazzo Fiaschi.
Don Andrea celebra regolarmente nei giorni
festivi. E' solo nel 1699, con la visita
di Monsignore Paolucci, che l'Oratorio
si mostra del tutto rinnovato: dedicato
a San Giuseppe Sposo di Maria, possiede
una sagrestia e tre altari. Nel 1713,
appena 14 anni dopo l'ultima ispezione,
Monsignore Togni visita un grande e nuovo
Oratorio, "recenter erectum a fundamentis",
ovverosia recentemente eretto dalle fondamenta(
quindi il precedente fu completamente
demolito). Questo ha: una sagrestia, un
coro, un battistero e tre altari non ancora
completati. Monsignore Ruffo nel 1727
visita ancora la Chiesa di San Giuseppe
e aggiunge alla descrizione precedente
che gli altari sono stati rifiniti e che
vi si trova anche una nuova cappella (alla
quale si accede dall'abside) e il cimitero
al lato nord. Il decreto ufficiale che
crea la nuova parrocchia è firmato
il 10 novembre 1734 dal Cardinale T. Ruffo,
il quale con la bolla del 20 successivo
delinea i confini gaibesi con territori
sottratti a Ravalle, Stienta e Ficarolo:
è nata Gaiba. Il compleanno del
nostro comune deve essere fatto risalire
proprio alla data del 20 novembre 1734.
All'interno della Chiesa si conservano
tutt'oggi in ottimo stato, un coro ligneo
e un confessionale con pulpito (opere
di Dalbuoni, artigiano locale).
I Marchesi Fiaschi, in oltre duecento
anni di dominio su Gaiba, hanno donato,
a partire dal 1574 e successive elargizioni
quella chiesa che riunirà tutti
i borghi storici nati prima del nucleo
centrale, e facendo della piazza del paese
praticamente l'ultimo nato tra gli insediamenti
del comune. Ricapitolando: Gaiba ha costruito
il proprio centro per unificare in un'unica
identità comunale tutti i villaggi
ad esso preesistenti, al contrario di
quanto invece è successo nella
stragrande maggioranza dei paesi polesani,
che si sono sviluppati dal centro alla
periferia.
PIAZZA SAN GIUSEPPE
Le case erette attorno alla piazza dell'Oratorio
Fiaschi hanno, presumibilmente, un origine
nel XVII sec., e si presentavano, allora
con una fisionomia del tutto diversa da
quella attuale. Erano infatti porticate
in facciata e riprendevano architettonicamente
la piazza di Ficarolo, che rimane ancor
oggi per un intero lato munita di portici
con archi a tutto sesto. Nella piazza
gaibese rimangono ancora a testimonire
l'antica bellezza del centro i quattro
volti che costituiscono la superstite
facciata di una antica casa, addossata
alla Canonica.
Due grassissime finestre in stile veneziano
restano unica memoria di una presunta
sequenza di stile nei tre lati della piazza.
All'interno di alcune case sul lato sud
rimangono testimonianza degli antichi
archi nella muratura. I volti della piazza
di Gaiba sono rimasti integri fino all'inizio
del 1900, poi furono inglobati nei muri
esterni delle case per far guadagnare
altro spazio all'abitazione.
Gaiba continua a crescere sia dal punto
di vista demografico sai dall'edilizio,
allargandosi in direzione sud-ovest con
le vie Giovecca e Sabbioni. Nel frattempo
scompariva l'abitato delle Caselle e il
Monastero venne abbandonato dagli ultimi
frati all'inizio del 1800.
|