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Gaiba, novembre 1951

gaiba-novembre1951-096ll disastro del Polesine, 51 anni orsono, ha riempito pagine e pagine di testimonianze e racconti, di ricostruzioni storiche e ricerche sui "perché” sia potuta accadere una tale catastrofe, con conseguenze inimmaginabili dal punto di vista ambientale, umano, politico e sociale. Le indagini storiche si sono rivolte soprattutto alle realtà comunali polesane che maggiormente hanno subito la violenza e la devastazione dell’alluvione, in particolar modo quelle che, geograficamente, trovandosi a nord e ad est d’Occhiobello, sono state violentemente travolte dall’enorme ondata distruttiva che assecondava, tristemente, la corrente del fiume. l Comuni altopolesani non sono stati interessati dalla potenza catastrofica della rotta, ma per molti mesi sono rimasti sommersi dall’allagamento di riflusso, stagnante, isolati per la scomparsa sotto le acque delle principali vie di comunicazione, molte delle quali ancora non asfaltate, pertanto distrutte nel giro di poche ore. I disagi dell’alluvione furono immani, e comportarono tutta una serie di provvedimenti d’urgenza da parte dei protagonisti di quelle vicende che mai, neppur nei momenti di maggior e disperato bisogno, persero di forza, di coraggio, di ambizione di riscatto. Questo libro vuole ricordare con documenti e testimonianze come Gaiba riuscì ad affrontare l’emergenza della calamità e la dignitosa riemersione dal fango del Po e della miseria del dopoguerra, affinché la popolazione che visse direttamente quei momenti li ricordi soddisfatta per averli superati e le nuove generazioni conoscano quello che è stato il recente passato, fatto si di eventi, ma soprattutto di uomini e donne coraggiosi. L’alluvione del I4 novembre 1951 segnò davvero una svolta per lo sviluppo del Comune dal punto di vista urbanistico, economico e sociale. Dallo sconvolgimento della tragedia dell’alluvione, un’orgogliosa rinascita.
Ultima modifica Mercoledì 11 Agosto 2010 13:10
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