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San Giuseppe

CHIESA ARCIPRETALE DI SAN GIUSEPPE

I Marchesi Fiaschi fecero erigere due Oratori in Gaiba: uno all'interno delle mura della propria villa nel 1700, un altro più antico su via San Lorenzo, a distanza di circa 300 m. dalle mura. Questo costruito nel 1500, evidentemente per la cura delle anime dei contadini al loro servizio, fu eretto orientato verso ovest, sulla via che portava al Monastero di San Lorenzo. Il piazzale di fronte all'Oratorio era delimitato dalla via che conduceva al Po. La storia dell'Oratorio che diventerà poi la chiesa Arcipretale, può essere ricostruita, curiosamente, attraverso la lettura dei resoconti di viaggio dei vari prelati in visita religiosa.

L'Oratorio fu visitato dal Vicario Maremonti il 6 luglio 1574 e nella sua relazionesi legge di una chiesa povera e malridotta che necessita di candelieri nuovi, priva addirittura di regolare altare, dotata di una piccola campana a corda esterna(quindi non c'era campanile), senza vetrate e dal pavimento sconnesso. E' gestita dal cappellano francescano Domenico Cardinale dipendente dell'Arcipretale di Ficarolo. Il 9 settembre 1651 l'Oratorio dei Fiaschi è visitato dal Monsignore G. Fontana, il quale ne ricava una descrizione leggermente migliore rispetto alla precedente: intitolato all'Ephiphaniae ha pareti dipinte, un porticato in facciata, ma la campana è ancora esterna e gli arredi sacri sono ancora ridotti a poco più dell'essenziale. Il cappellano don Andrea vive di una rendita di 20 scudi annui ricavata dall'affitto di territori donati da Galeazzo Fiaschi. Don Andrea celebra regolarmente nei giorni festivi. E' solo nel 1699, con la visita di Monsignore Paolucci, che l'Oratorio si mostra del tutto rinnovato: dedicato a San Giuseppe Sposo di Maria, possiede una sagrestia e tre altari. Nel 1713, appena 14 anni dopo l'ultima ispezione, Monsignore Togni visita un grande e nuovo Oratorio, "recenter erectum a fundamentis", ovverosia recentemente eretto dalle fondamenta( quindi il precedente fu completamente demolito). Questo ha: una sagrestia, un coro, un battistero e tre altari non ancora completati. Monsignore Ruffo nel 1727 visita ancora la Chiesa di San Giuseppe e aggiunge alla descrizione precedente che gli altari sono stati rifiniti e che vi si trova anche una nuova cappella (alla quale si accede dall'abside) e il cimitero al lato nord. Il decreto ufficiale che crea la nuova parrocchia è firmato il 10 novembre 1734 dal Cardinale T. Ruffo, il quale con la bolla del 20 successivo delinea i confini gaibesi con territori sottratti a Ravalle, Stienta e Ficarolo: è nata Gaiba. Il compleanno del nostro comune deve essere fatto risalire proprio alla data del 20 novembre 1734. All'interno della Chiesa si conservano tutt'oggi in ottimo stato, un coro ligneo e un confessionale con pulpito (opere di Dalbuoni, artigiano locale).

I Marchesi Fiaschi, in oltre duecento anni di dominio su Gaiba, hanno donato, a partire dal 1574 e successive elargizioni quella chiesa che riunirà tutti i borghi storici nati prima del nucleo centrale, e facendo della piazza del paese praticamente l'ultimo nato tra gli insediamenti del comune. Ricapitolando: Gaiba ha costruito il proprio centro per unificare in un'unica identità comunale tutti i villaggi ad esso preesistenti, al contrario di quanto invece è successo nella stragrande maggioranza dei paesi polesani, che si sono sviluppati dal centro alla periferia.

PIAZZA SAN GIUSEPPE

Le case erette attorno alla piazza dell'Oratorio Fiaschi hanno, presumibilmente, un origine nel XVII sec., e si presentavano, allora con una fisionomia del tutto diversa da quella attuale. Erano infatti porticate in facciata e riprendevano architettonicamente la piazza di Ficarolo, che rimane ancor oggi per un intero lato munita di portici con archi a tutto sesto. Nella piazza gaibese rimangono ancora a testimonire l'antica bellezza del centro i quattro volti che costituiscono la superstite facciata di una antica casa, addossata alla Canonica.

Due grassissime finestre in stile veneziano restano unica memoria di una presunta sequenza di stile nei tre lati della piazza. All'interno di alcune case sul lato sud rimangono testimonianza degli antichi archi nella muratura. I volti della piazza di Gaiba sono rimasti integri fino all'inizio del 1900, poi furono inglobati nei muri esterni delle case per far guadagnare altro spazio all'abitazione.

Gaiba continua a crescere sia dal punto di vista demografico sai dall'edilizio, allargandosi in direzione sud-ovest con le vie Giovecca e Sabbioni. Nel frattempo scompariva l'abitato delle Caselle e il Monastero venne abbandonato dagli ultimi frati all'inizio del 1800.

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